WEC, Ferrari trionfa con la #50 nella Lone Star Le Mans

Ferrari vince la Lone Star Le Mans 2026 con la 499P #50 di Antonio Fuoco/Nicklas Nielsen/Miguel Molina. Il marchio di Maranello approfitta di un problema nel finale per la Toyota #7 di Kamui Kobayashi/Nyck De Vries/Mike Conway per firmare il primo acuto in stagione nel FIA World Endurance Championship 2026 davanti alla Cadillac #38 di Earl Bamber/Jack Aitken/Sébastien Bourdais ed all’Alpine #35 di Antonio Felix Da Costa/ Charles Milesi /Ferdinand Habsburg.

Il recap della gara

La partenza è stata condizionata dall’arrivo di un improvviso scroscio nel secondo e nel terzo settore della pista. Antonio Giovinazzi (Ferrari #51) ha condotto le danze davanti a Jack Aitken (Cadillac #38), tutte le auto non hanno presi grandi rischi con le slick sul bagnato.

La Ferrari #51 ha quindi cercato subito di allungare sulla Cadillac #38 e la gemella #50 di Miguel Molina. Lo spagnolo è stato protagonista nei primi giri, abile a superare Harry Tincknell (Aston Martin #007) e Ferdinand Habsburg (Alpine #35).

Ottimo avvio anche da parte di André Lotterer con la Genesis #17. L’esperto tedesco, 7mo in griglia, ha vanificato tutto dopo trenta minuti d’azione azzardando un sorpasso in curva 12 finendo in testacoda dopo aver cercato di superare la Ferrari #50 di Molina.

La strategia, come prevedibile alla vigilia, è diventata protagonista in vista della prima sosta. La Ferrari #50 e la Toyota #8 hanno inserito meno energia rispetto ai rivali, Molina e Sébastien Buemi si sono automaticamente ritrovati davanti a Giovinazzi #51 e Seb Bourdais #38.

Interessante la bagarre per il primato virtuale dopo tra Nicklas Nielsen #50 e Brendon Hartley #8, in vantaggio sugli altri tra coloro che hanno intrapreso una strategia differente rispetto agli altri.

Tutto è cambiato a 3h dalla fine in seguito ad una breve Virtual SC per rimuovere dei detriti presenti in pista. Le Hypercar hanno quindi deciso di fermarsi in pit road, tutti si sono allineati sulla stessa strategia.

Earl Bamber (Cadillac #38) ha ottenuto la vetta virtuale davanti ad Antonio Felix Da Costa (Alpine #35), Tom Gamble (Aston Martin #007), Nyck De Vries (Aston Martin #7), Jules Gounon (Alpine #36), James Calado (Ferrari #51).

La Cadillac ha condotto la ripartenza con l’incognita dell’arrivo della pioggia. Qualche goccia è tornata sul tracciato durante la prima vera neutralizzazione dell’evento, nessuno ha però minimamente pensato di mettere le gomme da bagnato.

Toyota è stata la vera protagonista del restart, De Vries ha infatti ottenuto la vetta sulla Cadillac di Bamber che ha iniziato a difendersi in ogni modo dalle due Alpine.

Da rimarcare invece il nuovo cambio di strategia da parte di alcune auto: Ferrari #51, Toyota #8, AF Corse Ferrari #83, ed Aston Martin #009.

La Toyota #8 ha perso terreno in seguito ad una sanzione per speeding in pit road. Sempre in vetta invece la gemella #7, apparentemente in controllo della sfida in vista dell’ultima ora d’azione.

Ad 1h dalla fine la Lone Star Le Mans è stata nuovamente neutralizzata con una Virtual SC in seguito ad un problema per la Lexus #87 Akkodis ASP, ferma nel primo settore senza il cofano motore. L’auto giapponese ha perso due volte pezzi, la prima sul rettilineo che conduce a curva 12.

La sosta collettiva ha confermato la Toyota #7 in vantaggio sull’Alpine #36. De Vries ha quindi gestito il successivo restart su Charles Milesi e sulla Ferrari #50 di Nicklas Nielsen, pronto per difendersi da Mathieu Jaminet (Genesis #19) e Jack Aitken (Cadillac #38).

Nielsen ha approfittato del traffico per superare Milesi prima di provare a riportarsi sulla testa della corsa. Il danese ha tentato di recuperare sulla Toyota TR010 Hybrid, out a dieci minuti dalla fine per un clamoroso problema al servosterzo.

Kamui Kobayashi/Nyck De Vries/Mike Conway #7 cedono quindi il successo alla Ferrari #50 di Antonio Fuoco/Nicklas Nielsen/Miguel Molina, il marchio giapponese continua a non primeggiare al Circuit of The Americas.

Podio per l’Alpine #35 di Antonio Felix Da Costa/ Charles Milesi /Ferdinand Habsburg e per la Cadillac #38 di Earl Bamber/Jack Aitken/Sébastien Bourdais davanti all’Aston Martin #007 ed all’Alpine #36.

Al traguardo l’Alpine #35 ha ricevuto cinque secondi di penalità per aver ostacolato nella corsia dei box la Porsche #92 Manthey. La Cadillac #38 ha quindi approfittato della sanzione di 5 secondi per la prima delle due A424 per ottenere il secondo posto overall.

La Toyota #8, in rimonta nel finale, ottiene il sesto posto chiudendo davanti alla Cadillac #12, la Genesis #12, la BMW #15 e la Peugeot #94.

LMGT3

Dalla quarta alla prima piazza in pochi giri in LMGT3 per Eric Powell (Proton Competition Ford #77). Il padrone di casa ha superato le Aston Martin di Heart of Racing, in prima fila con Gary Newell #23 ed Ian James #27 dopo aver dominato le qualifiche di ieri.

Lo statunitense però dovuto cedere il testimone a James Cottingham (Manthey Porsche #91) dopo quaranta minuti d’azione, rallentato da una penalità per aver infranto le regole relative al primo Full Course Yellow di giornata.

La fine della seconda ora ha tolto dai giochi la Porsche #92 Manthey del nostro Riccardo Pera, in difficoltà con problemi tecnici. Prova in salita anche per la BMW M4 GT3 EVO #96 WRT, lontana dalla vetta dopo un danno nelle prime fasi con Anthony McIntosh .

La Porsche #91 ha presto dovuto cedere il passo al ritorno dell’Aston Martin #27 grazie ad Zach Robichon. Il canadese ha ottenuto la leadership prima della metà gara, segnata da una breve Virtual SC per la presenza di detriti in pista.

La sosta collettiva in LMGT3 ha consentito all’Aston #27 di restare provvisoriamente al top davanti a Ayhancan Güven ed a Seb Priaulx, rispettivamente in azione con la Porsche #91 e la Ford #77 Proton Competition.

L’Aston #27 e la Porsche #91 hanno dovuto subire il progressivo recupero della Mercedes AMG GT3 EVO #61 Iron Lynx di Maxime Martin, costretto a recuperare dopo due drive through rimediati dalla compagine italiana nei primi minuti.

Il pit stop collettivo ad 1h dalla fine dopo il ritiro della Lexus #87 Akkodis ASP ha premiato nuovamente l’Aston #27. Mattia Drudi si è accodato alle spalle della Safety Car, pronto per battagliare contro Güven #91, il teammate Eduardo Barrichello #23 ed il nostro Alessio Rovera (VISTA AF Corse Ferrari #21).

La categoria LMGT3 ha avuto un solo protagonista nel finale: Mattia Drudi. Il romagnolo ha colto con Heart of Racing Aston Martin il primo acuto nel FIA World Endurance Championship, il nostro connazionale ha festeggiato con Zach Robichon e Ian James.

L’auto #27 ha regolato Ayhancan Güven/James Cottingham/Timur Boguslavskiy (Manthey DK Engineering Porsche #91) ed i compagni di squadra Gray Newell/Dudu Barrichello/Jonny Adam #23.

François Heriau/Simon Mann /Alessio Rovera e la Ferrari #21 firmano il quarto posto conclusivo davanti Ben Tuck/Eric Powell/Seb Priaulx (Proton Competition Ford #77), mentre una penalità per Virtual SC ha escluso dalla Top5 la Mercedes AMG GT3 EVO #61 Iron Lynx.

Maxime Martin #61 ha comunque chiuso sesto davanti al compagno di squadra Lin Hodenius #79, le due auto teutoniche hanno battuto la McLaren #58 Garage 59, la Ford #88 Proton Competition e la Ferrari #54 AF Corse.

A fine mese la 6h Fuji 2026.

Latest news
IN EVIDENZA