CDR di Tomasi Auto: come rinasce l’auto

Siamo stati a Guidizzolo, paese in provincia di Mantova, quartier generale di Tomasi Auto. Abbiamo passato una giornata al CDR (Centro di Ricondizionamento), stazione nevralgica di 26.800 metri quadrati con 1.680 posti auto, dove le vetture usate vengono rimesse a “nuovo”.

Un passaggio meticoloso (che comprende 150 controlli) che servono per decidere se un usato può essere ricondizionato (se ne vale la pena dal punto di vista economico) per poi ritornare sul mercato.

Ad accoglierci, all’arrivo è Franco Tomasi (CEO di FTH la holding che controlla Tomasi Auto e Noleggiare) che subito snocciola i dati del 2025 del suo gruppo: oltre 300 milioni di euro di fatturato, 19.071 veicoli venduti nel 2025 (contro i 17.497 del 2024 e i 13.298 del 2023) a conferma del trend di crescita. Un gruppo che ha appena aperto una sede a Parma (proprio in questi primi giorni di gennaio) che si aggiunge a quelle di Mantova, Milano, Verona e Roma.

Ad accompagnarci nello stabilimento è Cornelio Gambarini, service manager nonché Responsabile del CDR Tomasi Auto che ci apre le porte di quest’area nel mantovano dove ogni mese vengono lavorati oltre 780 veicoli, con 117 mila controlli mensili di media (negli ultimi 8 mesi sono stati processati 12.640 veicoli).

In questa catena di montaggio (dove l’aspetto umano e artigianale è ancora importante) che abbiamo scoperto ci sono varie fasi: si parte con il MES (Manufacturing Execution System) che digitalizza tutto il processo in una banca dati online utilizzando un software realizzato internamente, cucito su misura. Tutti i risultati della perizia vengono inseriti nel database. Si procede quindi con i ricambi che vengono ordinati a fronte di esigenze reali oppure si fa fronte al magazzino verticale automatizzato, che riduce drasticamente i tempi di attesa.

Si passa agli interventi meccanici di ripristino per poi passare alla carrozzeria con la verniciatura: anche qui interviene l’informatica, grazie ad un rilevatore che riesce ad “azzeccare” le tonalità di colore dell’auto con una precisione del 98% (grazie ad uno scanner) e di conseguenza passare le informazioni al computer che prepara le vernici, pronte all’uso.

L’ultima parola spetta al collaudatore che dovrà verificare su strada il risultato delle operazioni di ripristino. Solo dopo l’approvazione finale, la vettura sarà certificata come idonea alla vendita. Per finire lavaggio e sanificazione, una toelettatura prima dello shooting per documentare lo stato reale della vettura, prima di pubblicare le foto sul portale per la vendita online.

Tutto questo è impressionante: un progetto innovativo che alla fine garantisce sulla qualità del prodotto che il consumatore andrà ad acquistare.

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